CASA BETANIA

Menderes Caddesi N. 38 (PK 19)

50240 Uçhisar / Nevşehir

Tel : 0384 2192531

In Cappadocia sedici secoli fa, il cristianesimo viveva il suo momento aureo. La fine delle persecuzioni, il passaggio da religio illicita a licita prima, e a religione ufficiale dell’impero poi, il decollo della riflessione teologica a seguito del diffondersi di varie eresie, fecero del IV secolo quello della svolta. A quell’epoca in Oriente, l’Anatolia era una delle fucine del monachesimo, annoverava personalità di primordine per santità e cultura, era sede di prestigiose scuole, vantava esperienze caritative e pastorali innovative. In quella regione, emergeva la Cappadocia sia per l’incantevole bellezza naturalistica che per la statura dei suoi teologi. Lì videro i natali alcuni tra i più grandi Padri della Chiesa: Basilio di Cesarea, suo fratello Gregorio di Nissa e Gregorio di Nazianzo, che ebbero un ruolo cruciale nell’elaborazione teologica sulla persona dello Spirito Santo. Accanto a loro, un numero impressionante di eremiti, monaci e missionari, come i giovani Sisinio, Martirio e Alessandro, che, chiamati ad evangelizzare le valli del Trentino furono trucidati in Val di Non. Ma l’evangelizzazione era ormai iniziata e i tre divennero i santi protettori del Trentino!

Nel milleseicentesimo anniversario del martirio dei tre giovani missionari, l’Arcivescovo di Trento volle esprimere la gratitudine della chiesa trentina a quella dell’Anatolia aprendo in Cappadocia, a Uçhisar, una piccola comunità di preghiera. L’intento dichiarato di tale gesto era di ristabilire un legame con la terra da cui il Trentino aveva ricevuto il dono del Vangelo. In tre dunque si trasferirono nella “terra dei bei cavalli” – questo il significato dell’antica parola persiana “Cappadocia” – famosa per le sue caratteristiche cime a camino di fata, mèta di turisti e pellegrini da tutto il mondo. Così i fratelli della Fraternità di S. Valentino di Ala (TN) scelsero di essere presenti a Uçhisar per nove mesi l’anno, con uno stile monastico semplice, fatto di preghiera, lavoro manuale, dialogo con i vicini di casa e pellegrini di passaggio.

Oggi, dopo ventidue anni, i fratelli di S. Valentino, per il diminuito numero non assicurano più il loro servizio.

Il vescovo dell’Anatolia è in cerca di persone che continuino questa bella presenza in questo paesaggio dal fascino fiabesco – riconosciuto patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Una terra intrisa di preghiera e permeata di spiritualità. Proprio per questo, molti, di varie religioni, ne sentono il richiamo e vi si recano in cerca di silenzio contemplativo.

Da marzo a ottobre poi, non mancano pellegrini – singoli e gruppi – che chiedono una cappella per raccogliersi in preghiera e celebrare l’Eucarestia.